Campania – Salario minimo negli appalti e dimensionamento scolastico. Prime mosse della giunta Fico
A palazzo Santa Lucia il primo pacchetto di delibere della giunta Fico pone al centro lavoro, istruzione e sanità.
28 Gennaio 2026
Sergio Angrisano
L’ultimo lunedì di gennaio 2026 segna l’avvio concreto della giunta regionale Campania guidata da Roberto Fico e, al tempo stesso, un cambio di passo politico e istituzionale rispetto al recente passato. A Palazzo Santa Lucia, nel pomeriggio, si è tenuta la prima seduta ufficiale dell’esecutivo regionale, chiamato a governare la Campania per i prossimi cinque anni. Un debutto tutt’altro che interlocutorio, con dodici atti all’ordine del giorno tra proposte di delibera e ratifiche di decreti presidenziali, e con scelte che toccano nodi sensibili: lavoro, scuola e sanità. Temi che non sono solo amministrativi, ma profondamente politici e sociali, e che delineano fin da subito l’impronta della nuova giunta regionale Campania.
Il cuore della seduta è rappresentato dal lavoro sul bilancio, passaggio obbligato per avviare l’azione di governo e costruire il documento previsionale che dovrà poi approdare in Consiglio regionale. Un percorso che il presidente Fico auspica rapido, pur in un contesto reso complesso dalla mancata costituzione delle commissioni consiliari. Ma, accanto agli aspetti contabili, emerge con forza un segnale politico: la volontà di recuperare un metodo di lavoro più collegiale e trasparente. La giunta, nelle intenzioni del nuovo presidente, non sarà un luogo di ratifica formale di decisioni già prese, ma uno spazio di confronto reale. Non è un dettaglio secondario, se si considera che nelle ultime fasi delle precedenti legislature molte delibere venivano conosciute dagli stessi uffici solo attraverso il Bollettino ufficiale della Regione Campania. La richiesta formale agli assessori di motivare eventuali assenze alle sedute va letta proprio in questa direzione.
Tra gli atti più rilevanti spicca la proposta di disegno di legge per l’introduzione di una retribuzione oraria minima di 9 euro nei contratti pubblici di appalto e nelle concessioni di competenza regionale. Un provvedimento che riprende una battaglia già emersa nella passata legislatura, quando una mozione sul salario minimo, presentata dal Movimento 5 Stelle, fu approvata dal Consiglio regionale, ma senza tradursi in una norma vincolante. Oggi la giunta regionale Campania compie un passo ulteriore, trasformando quell’indirizzo politico in un testo di legge che mira a contrastare il fenomeno del lavoro povero, particolarmente diffuso nei settori legati agli appalti pubblici. La misura, secondo quanto emerso, prevede criteri premiali nelle gare per le imprese che garantiscono il rispetto della soglia minima salariale, in attesa del passaggio decisivo in Consiglio.
Altro dossier delicato affrontato dalla giunta riguarda la scuola e, in particolare, il dimensionamento della rete scolastica e la programmazione dell’offerta formativa per l’anno 2026-2027. Si tratta di applicare le direttive nazionali sugli accorpamenti e sui tagli agli istituti, una linea che la Regione Campania ha più volte contestato nel merito. Il presidente Fico e l’assessore all’Istruzione Andrea Morniroli hanno espresso una posizione critica, ma la scelta adottata in giunta si muove su un terreno di mediazione istituzionale. L’obiettivo è evitare il commissariamento ad acta da parte del Governo, mantenendo al contempo una tutela dei territori e delle comunità scolastiche. Un confronto serrato con il Ministero dell’Istruzione, in particolare con il capo di gabinetto Giuseppe Recinto, avrebbe consentito di scongiurare uno scontro frontale, aprendo la strada a una soluzione che recepisce le indicazioni statali senza rinunciare del tutto alle prerogative regionali.
Non meno significativa è la decisione che riguarda la sanità campana e, nello specifico, l’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. La giunta regionale Campania ha deliberato l’avvio di un avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di direttore generale, dopo le dimissioni di Ciro Verdoliva, chiamato a ricoprire un ruolo nazionale al Garante per la Disabilità. Il Ruggi rappresenta una delle strutture sanitarie più importanti della regione e la scelta del nuovo vertice assume un valore strategico, sia in termini di gestione che di indirizzo politico-amministrativo.
Nel suo insieme, la prima seduta della giunta regionale Campania restituisce l’immagine di un esecutivo che prova a coniugare pragmatismo e visione, consapevole delle difficoltà ereditate, ma determinato a imprimere una discontinuità. Il salario minimo negli appalti, la gestione del dimensionamento scolastico e la riorganizzazione dei vertici sanitari non sono solo provvedimenti tecnici, ma scelte che incidono sulla qualità del lavoro, sull’accesso all’istruzione e sul diritto alla salute. È su questi terreni che si misurerà, nei prossimi mesi, la credibilità e la tenuta politica della nuova stagione aperta a Palazzo Santa Lucia.

