Venezuela – Studenti in Piazza per Amnistia e Libertà dei Prigionieri Politici
A Caracas centinaia di studenti e familiari si mobilitano all’Università Centrale per chiedere l’approvazione urgente di una legge di amnistia che liberi i detenuti per motivi politici.
4 Febbraio 2026
Redazione NNMAGAZINE
Caracas, sotto il cielo incerto di un Venezuela in piena trasformazione politica, centinaia di studenti universitari hanno trasformato ieri l’Università Centrale del Venezuela (UCV) in un teatro di protesta, portando la loro voce e quella delle famiglie dei detenuti fino alla Piazza del Rettorato, dove bandiere, striscioni e fotografie hanno scandito un’unica richiesta: amnistia dei prigionieri politici e libertà definitiva per coloro che, secondo organizzazioni per i diritti umani, sono detenuti per motivi politici nel Paese.
Questa manifestazione non è un episodio isolato, ma il culmine di settimane di mobilitazioni della società civile venezuelana, dove studenti, attivisti, ex prigionieri politici e familiari hanno reclamato un cambiamento reale e verificabile dopo anni di detenzioni arbitrarie e repressione. I giovani hanno chiesto che l’amnistia si applichi senza esclusioni a tutti i procedimenti avviati per ragioni politiche e sia accompagnata dal pieno ripristino dei diritti civili e politici negati a chi ha osato dissentire.
Il movimento studentesco ha preso spunto dall’annuncio di una proposta legislativa di legge di amnistia avanzata alla fine di gennaio dall’interina presidente Delcy Rodríguez, che prevede la possibilità di una liberazione su larga scala di detenuti per motivi politici, in parte già iniziata con il rilascio di alcune decine di prigionieri nei primi giorni di febbraio. Questo disegno di legge, che coprirebbe reati di natura politica risalenti ai governi precedenti e include la trasformazione del noto centro di detenzione El Helicoide in un centro comunitario, è visto da molti come un passo verso la riconciliazione nazionale. Tuttavia, la legge non è ancora stata approvata dal Parlamento e resta oggetto di negoziazioni e pressioni politiche.
La protesta alla UCV è stata animata da interventi intensi e carichi di significato: Octavio González, membro del Consiglio universitario, ha letto un manifesto in cui si invocano trasparenza nell’iter legislativo, garanzie contro la ripetizione di violazioni dei diritti umani e risarcimenti per i danni subiti dai detenuti e dalle loro famiglie. Queste richieste nascono da anni di battaglie legali, in cui gruppi come Foro Penal e Provea hanno monitorato la detenzione arbitraria di attivisti, giornalisti e oppositori politici, stimando che ancora centinaia di persone restino dietro le sbarre o sotto restrizioni giudiziarie nonostante alcuni rilasci recenti.
Le immagini delle famiglie accanto agli studenti, alcuni con lacrime negli occhi, evidenziano il peso umano di una vicenda che va oltre la semplice rivendicazione legislativa e tocca i nervi scoperti di una società che ha vissuto per anni tra repressione, paura e privazione di libertà. La mobilitazione di ieri ha raccolto anche l’eco di proteste analoghe avvenute in varie città venezuelane in gennaio, in occasione della commemorazione storica del 23 gennaio, simbolo della lotta alla dittatura e al desiderio di libertà.
Mentre il Venezuela affronta una fase delicata, con attese internazionali e pressioni interne per riforme democratiche e rispetto dei diritti umani, la voce degli studenti in piazza rappresenta un monito potente e un appello alla coesione nazionale: l’amnistia per i prigionieri politici non è solo una legge da approvare, ma un emblema di giustizia e di riconciliazione che potrebbe segnare una nuova alba per un Paese che ha conosciuto troppo a lungo l’ombra dell’ingiustizia.
