Addio a Laura Masiello – La voce dello sport italiano stroncata da una malattia fulminante
Il mondo del giornalismo in lutto per la scomparsa di Laura Masiello, caposervizio aggiunto della redazione sportiva dell’ANSA, che avrebbe compiuto 60 anni a maggio.
16 Febbraio 2026
Redazione Sport NNMagazine
È morta nella notte Laura Masiello, giornalista della ANSA e caposervizio aggiunto della redazione sportiva, stroncata da una malattia fulminante che non le ha lasciato scampo a soli 59 anni, pochi giorni prima di compiere il sessantesimo compleanno (il 9 maggio prossimo). La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente il mondo dell’informazione sportiva italiana, che perde una delle sue voci più appassionate e rigorose.
Nata a Napoli, Laura Masiello ha saputo trasformare una passione ereditata dal padre Nino Masiello, anch’egli giornalista e figura storica della cronaca sportiva, in una carriera luminosa e riconosciuta a livello nazionale. Fin da giovane Laura respirava calcio e storie di sport, vivendo quegli anni segnati dall’epopea di Maradona e dai mondiali di Italia ’90 non solo come tifosa, ma come osservatrice attenta di dinamiche e significati profondi. Con gli occhi di chi non si accontenta di assistere, ma vuole comprendere e narrare, ha intrapreso il percorso che l’avrebbe portata ad essere una delle firme più rispettate all’interno dell’ANSA.
La carriera professionale di Laura Masiello è un viaggio attraverso redazioni, città e competizioni. I primi passi nel mondo della carta stampata, la gavetta imprescindibile di chi sceglie questo mestiere, fino all’approdo nella grande agenzia di stampa dove ha lavorato prima nelle sedi di Napoli e Potenza e poi nella sede centrale di Roma. Ogni tappa è stata caratterizzata dalla stessa dedizione: precisione estrema nel verificare i fatti, rigore nei dettagli, rispetto per gli eventi e per i protagonisti che aveva il compito di raccontare.
In redazione era conosciuta come “la secchiona”, un’etichetta autoironica che Laura stessa usava con simpatia, richiamando i tempi della scuola. Ma dietro quel soprannome si celava una qualità rara: una lettura attenta, una memoria infallibile per date, risultati e appuntamenti sportivi. Era difficile che potesse sfuggirle qualcosa, impossibile che un evento non venisse seguito con la giusta attenzione. Questa sua meticolosità la rese un punto di riferimento per colleghi, atleti e dirigenti sportivi, che la apprezzavano non solo per la competenza, ma per la capacità di costruire relazioni autentiche senza rinunciare alla professionalità.
Il racconto di Laura Masiello attraversa decenni di sport italiano: dalla Serie A alla Champions League, dalle Universiadi di Napoli alla Ryder Cup di Roma, eventi nei quali la sua voce e il suo sguardo hanno contribuito a restituire allo sport la sua dimensione umana prima ancora che tecnica. Ogni cronaca, ogni articolo, non era mai un semplice resoconto. Era una narrazione che cercava di cogliere il significato più profondo di ciò che accadeva, di restituire al lettore non solo il “cosa”, ma il “perché”.
Pur essendo ormai romana d’adozione, Laura non ha mai perso il legame con Napoli, la città che l’aveva vista crescere e che portava sempre nel cuore. Tornava spesso per stare con i nipoti, che adorava e che rappresentavano per lei un grande affetto fuori dal lavoro. E quando si parlava di calcio, il suo tifo per il Napoli non scalfiva mai la distanza professionale: sapeva guardare con lucidità e rispetto, consapevole che la cronaca sportiva richiede equilibrio anche nel raccontare la passione.
La malattia che l’ha colpita è stata rapida e implacabile, lasciando colleghi e amici increduli di fronte a una perdita così improvvisa. In questi giorni i messaggi di cordoglio si sono moltiplicati. Il mondo del giornalismo sportivo italiano ha espresso profondo rammarico per la scomparsa di una collega stimata, ricordando non solo la sua competenza, ma la sua umanità e la capacità di fare squadra. Anche il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania ha voluto ricordarla con parole di affetto e riconoscimento per il contributo professionale e personale offerto in anni di lavoro.
La cerimonia funebre si terrà nella sua amata Napoli, nella Chiesa delle suore Betlemite, martedì 17 febbraio alle ore 10, dove amici, colleghi e lettori potranno dare l’ultimo saluto a una giornalista che ha saputo raccontare lo sport con passione, rigore e profondo rispetto per chi ama e vive il gioco. La memoria di Laura Masiello resta impressa in ogni parola scritta, in ogni evento seguito, nelle storie che ha contribuito a raccontare: un’eredità di professionalità e umanità che continuerà a ispirare chiunque creda che il giornalismo sportivo sia, prima di tutto, narrazione autentica di passioni condivise.
