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USA E ISRAELE ANNUNCIANO L’UCCISIONE DI ALI KHAMENEI – COSA SUCCEDERA’ ADESSO ?

Napoli, 01 marzo 2026

Sergio Angrisano Direttore di NNMagazine Panorami

Ali Khamenei è stato ucciso a seguito di un bombardamento mirato, mentre era con i suoi fedelissimi in una riunione di gabinetto di guerra. Impossibile non pensare ad una talpa interna. Il missili con traiettoria scientifica ha centrato il bersaglio. E’ ovvio che stia accadendo qualcosa di nuovo in Iran. La domanda è: cosa accadrà dopo il bombardamento ad opera di Stati Uniti e Israele contro l’Iran?

Decine di attacchi condotti da Stati Uniti e Israele hanno colpito obiettivi strategici e vertici istituzionali in Iran e ucciso la Guida Suprema Ali Khamenei. La risposta del regime di Teheran non si è fatta attendere. Missili sono stati lanciati verso  Israele e le basi americane nel Golfo, mentre è stato avviato un consiglio di transizione in attesa che l’Assemblea degli Esperti nomini un  nuovo leader. La crisi si è estesa rapidamente a tutto il Medio Oriente, con attacchi, vittime civili e spazio aereo chiuso in diversi paesi.

L’operazione è scattata nella  mattinata di sabato 28 febbraio, l’Iran (e in particolare la capitale Teheran) si è svegliato sotto  massicci bombardamenti condotti da Israele e Stati Uniti dove sono rimasti uccisi la seconda Guida Suprema dell’Iran – l’ayatollah Ali Khamenei, al potere dal 1989 – e altri vertici istituzionali, religiosi e militari. Colonne di fumo nero si sono levate dai quartieri centrali e dai principali obiettivi strategici della città: il palazzo presidenziale, il complesso del leader supremo Ali Khamenei, il ministero dell’Intelligence, il palazzo della Corte suprema, la base aerea di Mehrabad e l’area di Qom. Altri attacchi hanno raggiunto Isfahan, Kermanshah e Karaj, segnando una campagna mirata contro vertici politici, militari e religiosi iraniani.
La prima conseguenza all’attacco sferrato da Israele e Stati Uniti contro l’Iran è la reazione forse più temuta, quella dei mercati energetici. Teheran ha deciso di  chiudere lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale dell’energia globale. Su quelle acque transita il 20% del petrolio globale e il 30% del gas naturale liquefatto. Barili che in gran parte navigano alla volta dell’Asia Orientale, con la Cina primo mercato di destinazione, ma anche verso la Corea del Sud, l’India, il Giappone.
Teheran ha imposto il blocco del transito di navi dal passaggio marittimo fondamentale per la fornitura dpetrolio in tutto il mondo. 

risvolti

Difatti l’attacco statunitense e israeliano sull’Iran e la rappresaglia di Teheran sui Paesi dell’area che ospitano basi Usa hanno cambiato lo scenario. Intanto sulla piattaforma cripto Hyperliquid i future swap perpetui sul petrolio sono balzati del 6,2%, mentre quelli su oro e argento, sono saliti di oltre il 5% e l’8%, raggiungendo rispettivamente i 5.464 dollari l’oncia e i 97,5 dollari. Quanto al gas, nello scenario più complicato, secondo la società di intelligence energetica Icis, il prezzo potrebbe balzare fino a 92 euro per megawatt ora, tenendosi in media attorno agli 86 euro.
Intanto a Therean c’è il caos, una città divisa in due, lo zoccolo duro innalza la bandiera rossa della vendetta, mentre la fazione dissidente è uscita in strada  nonostante i bombardamenti.
Labandiera rossa della vendetta è un simbolo significativo nell’Iran, rappresentando il messaggio di vendetta per martiri sciiti, in particolare per l’ImamHussein. Questa bandiera, issata in risposta eventi di grande gravità, come attacchi militari crimini di guerra, simboleggia la promessa di un conflitto 
sanguinoso la volontà di riparare un’ingiustizia.
Cittadini in fuga si sono riversati nelle strade e le stazioni di rifornimento sono state prese d’assalto. Decine di esplosioni hanno colpito quattro città, con obiettivi diretti a comandanti e leader del paese. Secondo l’agenzia Irna, negli attacchi da parte di Israele è stata colpita anche una scuola primaria femminile a Minab, nel sud della provincia iraniana di Hormozgan. I morti al momento sarebbero 148, quasi tutte bambine. L’edificio, completamente distrutto, si trovava a circa 60 metri da una base delle Guardie della Rivoluzione, ancora non è chiaro se l’attacco sia stato intenzionale o si sia trattato di un bersaglio mancato. Né Stati Uniti né Israele hanno ancora commentato l’accaduto.
Nella mattinata di domenica i media di stato iraniani hanno confermato la morte della Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, e di altri alti vertici politici e militari, tra cui il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour, il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, il capo di Stato maggiore Seyed Abdolrahim Mousavi e il consigliere militare superiore e segretario del Consiglio di Difesa Ali Shamkhani. Un colpo diretto alla leadership militare iraniana. Ali Khamenei era al potere dal 1989, dopo la morte della prima Guida Suprema Ruhollah Khomeini, di cui era stato consigliere.

Gli Scenari

Con l’uccisione della guida suprema Ali Khamenei, insieme a sua figlia, suo genero e suo nipote, nei raid israeliani e statunitensi dello scorso sabato, i sostenitori del regime degli ayatollah perdono il loro leader carismatico. Le immagini della sua residenza devastata dalle esplosioni rimandano all’uccisione del leader del movimento sciita libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, a Beirut nell’autunno del 2024 e all’assassinio mirato del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, sempre a Teheran nel luglio dello stesso anno.

Intanto la giornata di lutto, non sarà una giornata di lutto passivo il governo Iraniano è al lavoro sarà nominato ad interim l’ayatollah Alireza Arafi, membro del Consiglio dei Guardiani, sarà la guida suprema ad interim, parte del Consiglio di transizione che include il presidente Massoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Ejei e lo stesso Arafi.

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore