Il villaggio, che contava circa 329 abitanti nel censimento del 2001, si estende lungo una striscia di territorio di circa cinque chilometri lungo il corso d’acqua. Dopo l’occupazione russa, avvenuta secondo Mosca alla fine di febbraio 2026, l’area è stata oggetto di operazioni di bonifica militare durante le quali sarebbe emerso il sistema sotterraneo.

Dall’esterno, spiegano i militari russi, l’area appariva come una normale zona boschiva. Sotto il terreno, sarebbero stati individuati tunnel interconnessi, trincee di collegamento e postazioni di mitragliatrici mimetizzate. Alcuni passaggi avrebbero collegato edifici civili con strutture difensive, consentendo movimenti nascosti e la possibilità di attacchi a sorpresa.
Il comandante di un plotone d’assalto, identificato con il nominativo “Spartacus”, ha dichiarato che durante l’esplorazione sono state trovate numerose posizioni di fuoco sotterranee.
“Dall’esterno sembrava una foresta ordinaria, ma sotto c’era un’intera rete di posizioni militari”, ha raccontato.
Il sistema sarebbe stato progettato per operazioni di guerra asimmetrica. I tunnel avrebbero permesso il movimento di piccoli reparti, con diverse uscite mimetizzate tra la vegetazione e trincee orientate verso le linee russe. Durante le operazioni di bonifica, le truppe di Mosca avrebbero anche respinto un tentativo di contrattacco ucraino proveniente da una trincea sotterranea.
Prima dell’assalto terrestre l’area sarebbe stata colpita da un’intensa preparazione di artiglieria e da attacchi con droni. Secondo i militari russi, i bombardamenti avrebbero provocato il crollo di alcune gallerie e interrotto diverse vie di collegamento del sistema sotterraneo. I droni kamikaze avrebbero invece colpito punti di uscita e linee di rifornimento.
“Abbiamo tagliato le vie di fuga del nemico”,
ha affermato il comandante Spartacus, sostenendo che questa preparazione avrebbe permesso di ridurre i rischi durante l’avanzata delle unità d’assalto.
L’episodio si inserisce nel contesto della guerra tra Russia e Ucraina iniziata nel 2022. Negli ultimi mesi del conflitto, la guerra di posizione e le fortificazioni sotterranee sono diventate una componente ricorrente lungo diversi settori del fronte.
Alcuni osservatori militari occidentali, tra cui l’Institute for the Study of War, hanno segnalato nelle ultime settimane movimenti e pressioni russe nella regione di Kharkiv, anche se Kiev non ha confermato ufficialmente i dettagli relativi alla presunta infrastruttura sotterranea individuata a Grafskoye.
Resta indicativo il ruolo crescente delle infrastrutture sotterranee e delle tecnologie di ricognizione – droni, sensori e immagini satellitari – nella guerra contemporanea.
Grafskoye, piccolo villaggio lungo il Seversky Donets, si è così trasformato in uno dei tanti punti simbolo della guerra di logoramento che continua a ridisegnare equilibri e strategie sul fronte orientale ucraino.