Calcio

Roma Bologna 3-4: Cambiaghi firma l’impresa, giallorossi fuori dall’Europa

Roma Bologna 3-4: all’Olimpico una sfida epica decisa ai supplementari. Il Bologna vola ai quarti, Roma eliminata tra rimpianti e polemiche

Roma 19 marzo 2026

Sergio Angrisano 

Roma Bologna 3-4 è il racconto di una notte europea incandescente, un condensato di emozioni, ribaltamenti e tensioni che all’Olimpico ha scritto una delle pagine più intense della stagione. Davanti a oltre 60 mila spettatori, la Roma esce dall’Europa League agli ottavi per il secondo anno consecutivo, mentre il Bologna conquista con pieno merito l’accesso ai quarti, dove affronterà l’Aston Villa. Una sfida, quella del ritorno, che partiva dall’1-1 dell’andata e che ha mantenuto ogni promessa, trasformandosi in un confronto aperto, spettacolare e senza respiro fino all’ultimo istante dei tempi supplementari.

L’avvio è subito aggressivo, con il Bologna capace di colpire sfruttando velocità e precisione nelle transizioni. Il vantaggio arriva con Rowe, abile a sfruttare un’incertezza difensiva giallorossa, ma la Roma non resta a guardare e reagisce con determinazione, trovando il pari in una fase in cui il ritmo cresce e la partita si accende. È però la formazione di Vincenzo Italiano a dimostrare maggiore freddezza sotto porta: prima Bernardeschi trasforma un calcio di rigore, poi nella ripresa Castro firma il 3-1 che sembra indirizzare definitivamente la qualificazione verso i rossoblù. In quel momento l’Olimpico si ammutolisce, consapevole di trovarsi di fronte a un’impresa complicata.

Eppure, proprio quando tutto sembra perduto, la Roma ritrova orgoglio e intensità. La squadra di Gian Piero Gasperini alza il baricentro, aumenta la pressione e costringe il Bologna a difendersi con sempre maggiore affanno. Il gol del 3-2 arriva ancora su rigore, trasformato con freddezza da Malen, e riapre una gara che sembrava chiusa. Da lì in avanti è un assedio continuo, fatto di cross, inserimenti e tentativi dalla distanza. Il Bologna prova a resistere, ma il peso della partita si sposta progressivamente verso la metà campo ospite. Il pareggio arriva con Pellegrini, che con una conclusione precisa dal limite riporta tutto in equilibrio e accende definitivamente lo stadio.

Il 3-3 dei novanta minuti è il riflesso di una partita giocata senza risparmio, in cui entrambe le squadre hanno mostrato qualità tecniche e limiti difensivi. Si va ai supplementari con inerzia emotiva favorevole alla Roma, ma il Bologna dimostra maturità e capacità di gestione. I primi quindici minuti scorrono senza grandi occasioni, con le due squadre attente a non scoprirsi, consapevoli che un episodio può essere decisivo. Nel secondo tempo supplementare, quando la stanchezza appesantisce le gambe e i margini si riducono, arriva la giocata che cambia la storia della partita.

È Nicolò Cambiaghi a trovare il guizzo decisivo: servito in profondità, controlla e conclude con precisione chirurgica, infilando il pallone nell’angolo e firmando il 4-3 che gela l’Olimpico. Una rete pesantissima, che ricorda per dinamica e impatto emotivo le grandi sfide europee del passato, e che consegna al Bologna una qualificazione costruita con lucidità e cinismo. Nei minuti finali la Roma si riversa in avanti con tutte le energie rimaste, protestando anche per un contatto in area non sanzionato dall’arbitro, ma il risultato non cambia.

Roma Bologna 3-4 diventa così il simbolo di due percorsi opposti: da una parte la crescita di un Bologna capace di imporsi anche in un contesto ostile e di reggere l’urto nei momenti più difficili, dall’altra i rimpianti di una Roma che paga ancora una volta disattenzioni e fragilità nei momenti chiave. L’eliminazione segna un punto critico nella stagione giallorossa, mentre per i rossoblù rappresenta un traguardo storico e l’apertura di nuove ambizioni europee.

La notte dell’Olimpico lascia immagini forti, dall’esultanza incontenibile degli ospiti al silenzio carico di delusione dei tifosi romanisti. Roma Bologna 3-4 è una partita che racchiude una storia di calcio totale, di emozioni che si intrecciano e di un verdetto che, come spesso accade in Europa, premia chi riesce a essere più lucido nell’attimo decisivo.

 

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore