Politica

FORZA ITALIA UN’ ANOMALIA DEL SISTEMA POLITICO.

Dopo il referendum sulla giustizia, le tensioni interne riaccendono il dibattito sulla natura di Forza Italia e sul ruolo della famiglia Berlusconi nella gestione del partito

28 Marzo 2026

Editoriale del Direttore Sergio Angrisano

Che il risultato a margine del voto referendario abbia smosso non poco le acque già agitate della politica è un dato evidente, le non poco formali richieste di dimissioni avvenute in FdI ne sono la prova lampante, seguite a ruota in quelle in FI, ma se nel primo caso si è trattato di un atto dovuto, perché vede coinvolti personaggi diretti promotori del referendum sulla giustizia, nel secondo caso viene fuori prepotentemente una chiara epurazione di alcuni vertici del partito, nello specifico del presidente del gruppo al senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri che viene liquidato senza troppi fronzoli per volontà del o meglio della proprietaria del Partito, si credo di avere scritto bene “la proprietaria” del Partito, Marina Berlusconi, un cognome pesante che denota scarsa similarità al padre, per i tempi e soprattutto per i modi.
Ma vorrei partire dall’ inizio, la domanda che mi sono posto immediatamente dopo la decisione di Marina Berlusconi è stata, ma che cos’ è un partito? Avendo da giovane fatto un’ intensa militanza politica avevo un’ idea ben precisa su cosa fosse un partito, tuttavia sono andato a verificare sulla Treccani la definizione per sgombrare la mia mente da qualsiasi dubbio, e quindi arriva la conferma di ciò che io sapevo:
“I partiti politici in Italia sono associazioni libere di cittadini, fondate su base volontaria per concorrere alla determinazione della politica nazionale, come sancito dall’art. 49 della Costituzione. Non appartengono a un singolo proprietario, ma sono guidati da leader e sostenuti da iscritti, attivisti ed elettori, rappresentando interessi collettivi o ideologie (es. destra/sinistra)”.
Poi vado alla parte strutturale e scopro che:
“La Struttura e la Proprietà: Essendo associazioni, la proprietà è diffusa tra gli associati. Tuttavia, sono gestiti da organi dirigenti, segretari o leader politici”.
Quindi la domanda che mi sono immediatamente posto è: cosa c’entra Marina Berlusconi con la Struttura? Se questa è universalmente riconosciuta come libera associazione di persone perché lei si comporta da “padrone di casa?”, con la facoltà di vita e di morte sui suoi “dipendenti”?
Niente, è semplice FI è di fatto una delle Aziende del gruppo Fininvest e Marina Berlusconi ne è il Presidente senza il bisogno di dover chiedere al proprio A.D., che assume, licenzia, cambia di incarico ai suoi dipendenti, in questo caso si tratta di Maurizio Gasparri già presidente dei senatori del partito e capogruppo al senato di FI, ma perché è stato liquidato proprio lui e solo lui? Mentre Tajani che aveva fatto balletti è ancora lì al suo posto?
Mi chiedevo fosse perché Gasparri è stato presidente. Consulente della Cyberealm, Gasparri ha rivestito la carica di presidente con compiti di consulenza strategica per la società, attiva in un settore sensibile e legata all’imprenditore Leone Ouazana.
Incarico mai ufficialmente dichiarato nonostante le norme di trasparenza, il senatore non aveva mai dichiarato la carica patrimoniale al Senato fino alla scoperta venuta fuori da un’ indagine da parte della trasmissione Report. Confesso francamente che questa retrocessione, che può apparire normale a fronte di un fallimento, a mio avviso cela qualcosa di strano. A non mitigare i miei dubbi ci si mette proprio Gasparri che interpreta il fattaccio come un’azione che incarna la volontà di rinnovamento di Marina Berlusconi, che voglio ricordare è presidente di Fininvest e quindi, principale finanziatrice del partito.
Il dato politico è che su 20 senatori, ben 14 si sarebbero schierati contro Gasparri ( doveva stare sulle scatole a molti direi): tra loro, anche il ministro Paolo Zangrillo e l’ex presidente del Senato, e Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Intanto, il “licenziato dall’ incarico” da parte sua, interpellato da ANSA, ha detto di non avere “nulla da dichiarare”. Dove sta in tutto questo l’anomalia vi starete chiedendo? Se lo avete capito vuol dire che non avete letto con attenzione l’ articolo, bene allora sintetizzo, i partiti politici sono dei cittadini e non di una Azienda in particolare se questa Azienda è un colosso dell’ informazione.

Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore