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Islamabad – Dopo 21 ore di confronto, l’incontro si chiude con un nulla di fatto.

L’incontro della exit strategy fallisce miseramente, entrambe le parti ferme sulle proprie posizioni.

13 Aprile 2026

Sergio Angrisano 

La missione a Islamabad volta a trovare una via d’uscita (exit strategy) per gli USA dal conflitto iraniano, non ha dato i risultati sperati dal governo USA, nel contesto di una tregua temporanea di due settimane legata alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Alla fine nessun accordo e stato possibile tra i rappresentanti USA e Iraniani. I due Paesi si sono mostrati divisi su tutto. Non c’è stata nessuna possibilità di raggiungere un punto comune per porre fine alla guerra, nonostante i lunghi colloqui di domenica durati ben 21 ore nella capitale pakistana di Islamabad.

Ad annunciarlo, direttamente dal Pakistan, il vicepresidente americano JD Vance:

«Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l’Iran».

Quali sarebbero le principali ragioni del fallimento? Pare riguardino diversi nodi critici rimasti irrisolti. Per prima cosa gli Stati Uniti hanno richiesto lo smantellamento delle capacità di arricchimento dell’uranio, mentre Teheran ha definito «irragionevoli» tali pretese. L’Iran considera il proprio programma nucleare una necessità strategica dopo gli attacchi subiti nel 2025. Un altro punto di rottura fondamentale è stato il controllo dello stretto di Hormuz. Teheran ha minacciato di mantenere il blocco navale o di compromettere la stabilità dell’area in assenza di un’intesa economica e politica favorevole. L’Iran avrebbe chiesto poi lo sblocco dei beni nazionali congelati all’estero e il pagamento di riparazioni di guerra per gli attacchi subiti. Gli Usa hanno però smentito ufficialmente qualsiasi accordo riguardante lo sblocco di tali asset. Infine, la delegazione iraniana ha insistito per l’inclusione del Libano in un accordo di cessate il fuoco regionale, condizione non accolta dalla controparte americana. Le diplomazie internazionali temono ora una nuova escalation militare e impatti severi sui mercati energetici globali.

Tutto da rifare, ma gli americani veramente vogliono che la guerra finisca?

Sono proposte ragionevoli quelle messe sul tavolo da JD Vance?

Nonostante l’impegno non sono riuscito a trovare da parte americana nessuna proposta accettabile: eliminare il programma nucleare, nessuna concessione per lo stretto di Hormuz, sospensione dei bombardamenti, ma l’America sta facendo la guerra all’ Iran oppure alla Cina?

Il Paese del dragone è un competitor importante, quindi visto che le uniche navi che transitano nello stretto sono appunto petroliere cinesi, Trump appresa la notizia del nulla di fatto, ha immediatamente rilanciato con una linea durissima:

Bloccheremo tutte le petroliere in transito nello stretto.

Se Pechino decidesse di scortare le proprie navi con unità della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione, il rischio non sarebbe più quello di una guerra regionale, ma di uno scontro diretto tra potenze.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore