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Napoli 2026, Reggimento Immortale – In Piazza Bovio la memoria della Vittoria e il legame storico tra Napoli e la Russia

A Napoli, il 10 maggio 2026, il Reggimento Immortale ha riunito comunità russe, italiane e famiglie internazionali per commemorare l’81° anniversario della Vittoria. Il Console Onorario Vincenzo Schiavo: “Ricordare significa custodire la nostra storia e lavorare per la pace”.

10 Maggio 2026

Sergio Angrisano

Il Reggimento Immortale, svoltosi a Napoli, ha rinnovato nel centro della città partenopea uno degli appuntamenti commemorativi più intensi e significativi dedicati alla memoria della Seconda Guerra Mondiale e alla vittoria sul nazifascismo. L’evento si è tenuto nella mattinata di oggi, domenica 10 maggio, con raduno alle ore 10.00 in Piazza Giovanni Bovio, scelta anche per la sua posizione strategica, facilmente raggiungibile attraverso la Linea 1 della metropolitana, fermata Università. Alla manifestazione hanno preso parte la comunità russa presente a Napoli, cittadini italiani, famiglie miste e quanti hanno voluto rendere omaggio ai propri cari che hanno combattuto o perso la vita durante il conflitto che ha segnato profondamente il Novecento.

Il Reggimento Immortale si inserisce nel solco del movimento internazionale Bessmertnyj Polk, nato in Russia nel 2012 e diffusosi rapidamente in numerosi Paesi del mondo. L’idea che anima questa manifestazione è tanto semplice quanto profondamente simbolica: sfilare portando tra le mani le fotografie dei propri familiari – soldati, infermiere, partigiani, civili – che hanno preso parte alla lotta contro il nazismo, per restituire loro un volto, una storia e una presenza viva nella memoria collettiva. Un gesto che supera confini geografici e divisioni politiche, trasformando il dolore privato in testimonianza pubblica e facendo della memoria un ponte tra generazioni.

A Napoli, questo appuntamento assume un significato ancora più profondo, anche per il legame storico che da secoli unisce la città alla Russia. Un rapporto antico, culturale e diplomatico, ricordato con particolare intensità dal Console Onorario della Federazione Russa a Napoli, Vincenzo Schiavo, in carica dal 2015 e recentemente insignito della medaglia dell’Ordine dell’Amicizia, una delle più alte onorificenze conferite dalla Federazione Russa per il contributo allo sviluppo dei rapporti tra Russia e Italia. Da me intervistato, Schiavo ha voluto sottolineare il valore della memoria storica e il significato autentico di questa ricorrenza.

La Russia non è mia nemica, e credo si possa dire con chiarezza,

ha affermato, ricordando il ruolo determinante del popolo russo nella sconfitta del nazifascismo.

I russi hanno combattuto una guerra terribile in Europa e nel mondo, contribuendo a difendere quella libertà che oggi celebriamo, a distanza di 81 anni. Per gran parte degli europei e degli italiani, la Federazione Russa rappresenta un Paese amico, non un Paese nemico.

Parole che si inseriscono in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e nuovi conflitti, ma che richiamano con forza la necessità di distinguere tra memoria storica e dinamiche politiche contemporanee. Il Reggimento Immortale nasce proprio con lo spirito di onorare chi ha sacrificato la propria vita, senza dimenticare che il ricordo rappresenta uno strumento fondamentale per costruire pace e consapevolezza.

Secondo il Console Schiavo, il rapporto tra Napoli e la Russia affonda le proprie radici in un passato molto più remoto di quanto spesso si immagini. «Basta camminare per la città», ha spiegato, citando le due statue poste all’ingresso della Villa Comunale, donate dallo zar a Ferdinando di Borbone, simbolo tangibile di un’antica amicizia tra la monarchia napoletana e quella dell’allora Impero russo. Napoli, inoltre, fu sede di uno dei primi importanti presidi diplomatici russi in Europa e custodisce ancora oggi un cimitero dove riposano oltre cento generali e diplomatici russi, testimonianza concreta di un legame che il tempo non ha cancellato.

Questo patrimonio storico rende il Reggimento Immortale molto più di una semplice celebrazione annuale, è un momento in cui storia, identità e memoria si incontrano nel cuore di una città da sempre crocevia di culture. È anche un’occasione per riflettere sul valore universale del ricordo, soprattutto per quelle famiglie che oggi vivono lontano dal proprio Paese d’origine, ma che scelgono di mantenere vivo il legame con i propri antenati.

«Qui oggi ci sono figli e nipoti che ricordano i loro genitori o i loro nonni che hanno combattuto o perso la vita in guerra», ha osservato Schiavo. «Lo fanno in un Paese straniero, perché hanno trovato qui una casa, un lavoro, l’amore. Ma il bisogno di ricordare resta fondamentale. I ricordi sono la nostra storia. Se cancellassimo la nostra storia, non saremmo più nulla».

Una riflessione che assume un peso ancora maggiore in un tempo in cui il dolore della guerra continua a segnare milioni di vite. Lo stesso Console ha fatto riferimento alle celebrazioni dell’81° anniversario della Vittoria a Mosca, sottolineando come quest’anno il tono sia apparso più sobrio rispetto al passato, anche per rispetto verso le tante persone che oggi soffrono a causa dei conflitti ancora in corso.

«Ricordare è fondamentale, ma bisogna anche avere sensibilità verso chi oggi perde la casa, verso chi perde i propri cari. C’è un senso comune di dover mantenere toni più bassi, senza però rinunciare alla memoria».

Il Reggimento Immortale si conferma così una manifestazione che va oltre ogni appartenenza nazionale. È un invito a custodire il passato per comprendere meglio il presente, a trasformare il ricordo in responsabilità collettiva, a riconoscere che la pace non è mai un dato acquisito, ma una conquista da difendere ogni giorno.

Napoli ha accolto ancora una volta questa marcia silenziosa e carica di significato. Le fotografie sollevate tra la folla hanno raccontato storie di coraggio, dolore e sacrificio, ma anche di continuità tra generazioni. In quei volti impressi sulla carta si è racchiuso il senso più profondo del Reggimento Immortale partenopeo: ricordare per non dimenticare, onorare il passato per proteggere il futuro.

Perché, come recita il motto che accompagna da sempre questa iniziativa, nessuno viene dimenticato, nulla viene dimenticato.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore