Foresta terapeutica: il Portogallo trasforma un bosco in una cura certificata, aprendo una nuova frontiera per la salute mentale e il benessere
La Mata Nacional do Bussaco entra nel ristretto gruppo delle sole quattro foreste terapeutiche certificate al mondo: un modello che unisce natura, salute e turismo del benessere, sostenuto dalle più recenti evidenze scientifiche.
3 Agosto 2026
Sharon Persico
Per decenni il bosco è stato considerato un luogo di evasione, un rifugio dalla frenesia della vita quotidiana, un patrimonio naturale da preservare per il suo valore ambientale e paesaggistico. Oggi, però, la natura sta conquistando un ruolo completamente nuovo: quello di possibile infrastruttura sanitaria. È un cambiamento culturale che potrebbe ridefinire il rapporto tra medicina, ambiente e prevenzione e che trova una delle sue espressioni più concrete in Portogallo, dove la Mata Nacional do Bussaco è diventata la prima foresta terapeutica certificata della Penisola Iberica e soltanto la quarta al mondo. La certificazione, rilasciata il 17 luglio 2026 dall’Healing Forest International Certification Office (HFICO) di Rostock, in Germania, sancisce l’ingresso ufficiale di questo straordinario patrimonio naturale in un modello internazionale che considera il contatto guidato con la foresta una componente complementare dei percorsi di salute e benessere.
La notizia assume un significato particolare in un’epoca in cui ansia, depressione, insonnia e burnout sono diventati fenomeni sempre più diffusi nelle società occidentali. Dopo gli anni della pandemia da Covid-19, la salute mentale è entrata stabilmente al centro delle politiche sanitarie internazionali e la ricerca scientifica ha iniziato a guardare con crescente interesse ai benefici derivanti dall’esposizione regolare agli ambienti naturali. Il concetto non nasce oggi. In Giappone, già dagli anni Ottanta, si diffuse la pratica dello shinrin-yoku, letteralmente “bagno di foresta”, introdotta come strategia di prevenzione per contrastare gli effetti dello stress cronico provocato dall’urbanizzazione e dai ritmi lavorativi sempre più intensi. Da allora numerosi studi, soprattutto provenienti da Giappone, Corea del Sud e Cina, hanno analizzato gli effetti fisiologici e psicologici delle immersioni nella natura, aprendo la strada a una disciplina che oggi trova sempre più spazio anche in Europa.

La Mata Nacional do Bussaco possiede caratteristiche che la rendono un laboratorio naturale ideale. Situata nel comune di Mealhada, nel distretto di Aveiro, circa due ore a nord di Lisbona, si estende per oltre 105 ettari e custodisce circa 250 specie di alberi e arbusti provenienti da ogni parte del mondo. Sequoie monumentali, cedri secolari, cipressi esotici e numerose specie autoctone convivono con antichi monasteri, giardini storici e percorsi naturalistici che da secoli caratterizzano questo luogo. Dal dicembre 2017 la foresta è classificata Monumento Nazionale del Portogallo e rappresenta uno dei complessi botanici più importanti della Penisola Iberica. Proprio questa straordinaria biodiversità ha costituito uno degli elementi determinanti per ottenere la certificazione internazionale.
Ma cosa distingue realmente una foresta terapeutica da un semplice bosco? La differenza non risiede soltanto nella bellezza del paesaggio o nella qualità dell’aria. Una foresta terapeutica è un ambiente progettato e valutato secondo rigorosi criteri scientifici affinché possa ospitare attività terapeutiche guidate. I percorsi devono rispettare specifici parametri relativi alle pendenze dei sentieri, alla sicurezza, all’accessibilità, alla qualità acustica, alla biodiversità, alla presenza di aree di sosta e di spazi favorevoli alla meditazione e al rilassamento. Ogni elemento viene studiato per ridurre gli stimoli stressanti e favorire il recupero psicofisico. Fondamentale è anche la presenza di terapeuti forestali qualificati, professionisti che accompagnano i partecipanti lungo percorsi strutturati, costruiti in funzione delle loro condizioni fisiche e psicologiche.
Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha prodotto un numero crescente di studi che sembrano confermare gli effetti positivi dell’immersione nella natura. Le ricerche pubblicate su riviste internazionali mostrano come il contatto prolungato con ambienti forestali ricchi di biodiversità possa contribuire a ridurre i livelli di cortisolo, il principale ormone dello stress, favorire l’abbassamento della pressione arteriosa, migliorare la qualità del sonno e stimolare alcune componenti del sistema immunitario. Sono stati osservati benefici anche sul tono dell’umore, sulla concentrazione, sulle capacità cognitive e sulla riduzione dei sintomi legati ad ansia e depressione. Gli stessi ricercatori, tuttavia, sottolineano che tali risultati non autorizzano a considerare la terapia forestale una cura sostitutiva delle terapie mediche tradizionali, ma rappresenta un supporto integrativo che può affiancare trattamenti farmacologici, percorsi psicoterapeutici e programmi riabilitativi, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei pazienti.
L’interesse delle istituzioni europee nasce proprio da questa prospettiva. La certificazione della Mata Nacional do Bussaco non riguarda soltanto il turismo naturalistico, ma apre una riflessione sul ruolo economico e sanitario delle aree verdi. Il presidente della Fondazione Mata do Bussaco, Gonçalo Breda Marques, ha definito il riconoscimento una grande responsabilità, sottolineando come esso rafforzi l’impegno nella tutela ambientale e nella valorizzazione scientifica della foresta. Anche il sindaco di Mealhada, António Jorge Franco, ha parlato della nascita di un nuovo polo dedicato alla salute, al benessere e al turismo sostenibile, mentre il Segretario di Stato portoghese per le Foreste, Rui Ladeira, ha descritto Bussaco come uno dei più preziosi tesori naturali del Paese.
Attualmente la Mata Nacional do Bussaco entra a far parte di un gruppo estremamente ristretto. Oltre al sito portoghese, risultano certificate soltanto tre altre foreste terapeutiche: Benediktinerstift, in Austria, e Lahnstein e Bad Nauheim, entrambe in Germania. Un numero che testimonia quanto il percorso di certificazione sia selettivo e quanto questa disciplina sia ancora agli inizi della propria diffusione internazionale. La stessa Fondazione Mata do Bussaco ha già annunciato l’intenzione di proseguire il percorso di valorizzazione con la candidatura del complesso alla lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Se dal punto di vista scientifico i risultati appaiono promettenti, resta aperta la questione dell’accessibilità. Oggi i programmi di terapia forestale sono rivolti prevalentemente al turismo del benessere e vengono finanziati quasi esclusivamente da utenti privati. Nessun sistema sanitario nazionale europeo prevede ancora la prescrizione sistematica di percorsi terapeutici nella natura o il rimborso delle relative attività. Per arrivare a questo traguardo saranno necessari ulteriori studi clinici multicentrici, protocolli condivisi, standard professionali riconosciuti e una valutazione economica che dimostri il rapporto costo-beneficio di tali interventi rispetto ad altre strategie di prevenzione.
Eppure il cambiamento è già iniziato. Sempre più amministrazioni pubbliche stanno comprendendo che investire nella tutela delle foreste non significa soltanto proteggere la biodiversità o contrastare i cambiamenti climatici, ma anche promuovere salute pubblica, prevenzione e qualità della vita. In un continente che invecchia rapidamente e che deve affrontare un crescente aumento dei disturbi legati allo stress, immaginare la natura come parte integrante delle politiche sanitarie potrebbe non apparire più come un’utopia. La foresta terapeutica diventa così il simbolo di una medicina che guarda oltre gli ospedali e gli ambulatori, riscoprendo il valore degli ecosistemi come alleati del benessere umano.
Forse serviranno ancora molti anni prima che un medico di famiglia possa prescrivere ufficialmente una passeggiata guidata in una foresta certificata con la stessa naturalezza con cui oggi prescrive una terapia riabilitativa, ma il percorso è stato tracciato. Quel che fino a pochi anni fa sembrava un’antica pratica orientale destinata agli appassionati di meditazione, oggi possiede una certificazione internazionale, criteri scientifici condivisi e un crescente interesse da parte della comunità medica. La Mata Nacional do Bussaco rappresenta il primo passo europeo di una trasformazione destinata probabilmente a cambiare il modo in cui concepiamo il rapporto tra uomo, ambiente e salute, ricordandoci che, in un mondo sempre più urbanizzato e digitale, la natura potrebbe tornare a essere uno dei luoghi più preziosi per ritrovare equilibrio, prevenire il disagio psicologico e promuovere una medicina capace di curare non solo il corpo, ma anche la mente.

