Ucraina, trasporti nel caos – Ritardi dei treni fino a 12 ore dopo gli attacchi russi
41 attacchi alla rete ferroviaria in cinque giorni. Danneggiate almeno 12 locomotive: passeggeri costretti a cambiare itinerario e ricorrere agli autobus.
9 Agosto 2026
Esmeralda Mameli
Nelle ultime ore, i ritardi dei treni in Ucraina hanno raggiunto livelli eccezionali, con alcuni convogli costretti ad accumulare anche dodici ore di tempo di percorrenza dilatato rispetto alla tabella di marcia. Un effetto domino che sta coinvolgendo diverse direttrici ferroviarie e che obbliga migliaia di passeggeri a modificare i propri itinerari, attendere per ore nelle stazioni o proseguire il viaggio attraverso collegamenti stradali alternativi. E’ il segnale di una rete sottoposta a una pressione crescente e sempre più difficile da assorbire.
Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore dalle autorità e riportate dalla stampa ucraina, in appena cinque giorni le infrastrutture di Ukrzaliznytsia, la compagnia ferroviaria nazionale, sono state colpite 41 volte. Gli attacchi hanno provocato danni a infrastrutture, materiale rotabile e secondo le ricostruzioni più aggiornate, almeno 12 locomotive risultano danneggiate. Il bilancio comprende anche sei lavoratori ferroviari uccisi, secondo quanto riferito da fonti ucraine.
Il risultato è una rete costretta a funzionare in condizioni straordinarie. Quando una linea viene danneggiata, il traffico deve essere deviato; quando una locomotiva viene colpita, occorre sostituirla; quando un nodo ferroviario diventa temporaneamente inutilizzabile, l’intero programma dei convogli deve essere ripensato. È così che un attacco contro un singolo punto della rete può trasformarsi in ore di ritardo a centinaia di chilometri di distanza.
La situazione è emersa con particolare evidenza tra il 7 e l’8 agosto, quando numerosi treni sono rimasti pesantemente fuori orario dopo nuovi attacchi russi. Alcuni collegamenti hanno accumulato ritardi nell’ordine delle dieci-dodici ore, mentre altri hanno subito rallentamenti di diverse ore. Ukrzaliznytsia ha comunicato ai passeggeri l’evoluzione della situazione e le variazioni operative, cercando di mantenere attivi i collegamenti nonostante i danni subiti dalla rete.
L’episodio più eclatante è accaduto ieri 8 agosto. Un drone ha colpito il treno passeggeri Sumy-Kyiv, centrando la locomotiva e danneggiando almeno una carrozza. L’equipaggio ha individuato tempestivamente la minaccia e ha provveduto a mettere in sicurezza i passeggeri. Secondo le informazioni disponibili, non si sono registrate vittime tra i viaggiatori. Le immagini e le testimonianze diffuse dopo l’attacco mostrano tuttavia la gravità del colpo subito dal convoglio.
È proprio questo episodio a restituire la dimensione concreta della crisi. Dietro i ritardi dei treni in Ucraina non ci sono semplicemente numeri riportati su un tabellone elettronico, ma persone che devono raggiungere familiari, lavoratori che devono spostarsi, studenti, anziani e intere famiglie che dipendono dalla ferrovia per attraversare un Paese sconvolto dalla guerra. Ogni ora di ritardo diventa così la conseguenza visibile di una battaglia combattuta anche contro infrastrutture, logistica e capacità di movimento.
La rete ferroviaria è essenziale per la logistica nazionale, per il trasferimento delle merci e per i collegamenti con l’Europa. Da anni Ukrzaliznytsia opera in condizioni eccezionali, mantenendo in funzione una rete che rappresenta uno dei principali strumenti di continuità del Paese. La crescente frequenza degli attacchi mette però, sotto pressione proprio quella capacità di resilienza che ha consentito al sistema di continuare a funzionare dall’inizio dell’invasione su larga scala.
Il dato dei 41 attacchi in cinque giorni, sommato ai danni alle locomotive e ai ritardi che in alcuni casi raggiungono le dodici ore, fotografa una situazione estremamente delicata. La strategia di colpire infrastrutture ferroviarie non produce soltanto danni materiali, ma rallenta la circolazione, aumenta i tempi di viaggio, obbliga a utilizzare mezzi sostitutivi e mette alla prova la capacità tecnica e organizzativa della compagnia ferroviaria.
Mentre i tecnici lavorano per riparare binari e mezzi, i treni continuano a muoversi dentro una guerra che ha trasformato anche il viaggio più ordinario in un’incognita. Una partenza può essere ritardata, una tratta modificata, un convoglio fermato da un allarme o costretto a cambiare percorso. Il sistema, per ora, continua a resistere, ma i ritardi dei treni in Ucraina raccontano con particolare chiarezza quanto il conflitto stia penetrando nella vita quotidiana del Paese: non soltanto nelle città colpite dai bombardamenti, ma anche lungo i binari, nelle stazioni e dentro quei treni che continuano ostinatamente a percorrere l’Ucraina.

