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Teletrasportazione quantistica, la Cina apre una nuova frontiera: un’immagine trasferita attraverso 100 canali

Un gruppo di ricercatori cinesi ha dimostrato per la prima volta una teletrasportazione quantistica riconfigurabile su cento canali spaziali indipendenti. Trasferita anche un’immagine a 100 pixel.

21 Agosto 2026

Sergio Angrisano 

C’è un punto, nella ricerca scientifica, in cui una parola che appartiene da sempre alla fantascienza comincia ad assumere un significato sorprendentemente concreto. È quello della teletrasportazione quantistica, tecnologia che continua a spingere la fisica verso territori che fino a pochi decenni fa sembravano appartenere soltanto all’immaginazione. A compiere un nuovo passo sono stati alcuni ricercatori cinesi, autori di un esperimento nel quale la teletrasportazione quantistica è stata realizzata contemporaneamente attraverso cento canali ottici spazialmente separati. Il risultato è documentato in un lavoro intitolato “Hundred-channel reconfigurable quantum teleportation”, accettato da Physical Review Letters il 30 giugno 2026.

Il dato più suggestivo riguarda proprio quel numero: cento. I ricercatori hanno costruito una matrice ottica 10×10 costituita da 100 modalità spaziali, ciascuna indirizzabile indipendentemente. Attraverso una combinazione di codifica olografica programmabile e di un sistema ottico di trasferimento del segnale, l’esperimento ha consentito di trasportare l’informazione quantistica attraverso tutti i canali in parallelo. Non si è trattato di ripetere cento volte lo stesso esperimento, ma di sviluppare un’architettura capace di gestire simultaneamente molte risorse quantistiche separate. Ed è proprio questa caratteristica a rendere il risultato particolarmente interessante nella prospettiva di una futura comunicazione quantistica scalabile.

Gli scienziati hanno anche teletrasportato l’intera matrice ottica e un’immagine composta da 100 modalità. La fedeltà della ricostruzione è risultata superiore ai corrispondenti limiti classici. In termini semplici, l’esperimento dimostra che le informazioni codificate nello stato quantistico possono essere trasferite e ricostruite attraverso una struttura ottica altamente parallela, mantenendo caratteristiche che non possono essere spiegate semplicemente ricorrendo a una procedura classica equivalente.

La parola “teletrasportazione”, però, deve essere utilizzata con cautela. Non è stata trasferita fisicamente un’immagine da un luogo all’altro e nessun oggetto è scomparso da una stanza per riapparire altrove. Nella teletrasportazione quantistica ciò che viene trasferito è lo stato quantistico di un sistema. Il protocollo sfrutta l’entanglement, cioè una particolare correlazione quantistica tra sistemi fisici, insieme alla comunicazione classica necessaria per completare il processo. Per questo motivo è scorretto affermare che la teletrasportazione quantistica consenta di spedire informazioni istantaneamente a qualsiasi distanza o di superare la velocità della luce.

È proprio questa distinzione a rendere ancora più interessante la ricerca cinese. La vera sfida non è creare una sorta di “teletrasporto” fantascientifico, ma riuscire a controllare quantità sempre maggiori di informazione quantistica senza perdere la qualità del trasferimento. L’articolo pubblicato da Physical Review Letters indica nella capacità di effettuare operazioni parallele una possibile strada verso sistemi di comunicazione quantistica più scalabili e flessibili.

La prospettiva è quella di una futura infrastruttura nella quale computer quantistici, sensori e dispositivi possano comunicare sfruttando proprietà della meccanica quantistica. Una rete di questo tipo, spesso indicata come “Internet quantistico”, non sarebbe semplicemente una versione più veloce dell’Internet che conosciamo oggi. Avrebbe caratteristiche completamente diverse e richiederebbe nuove tecnologie per generare, distribuire, conservare e manipolare l’entanglement e gli stati quantistici.

La possibilità di utilizzare la luce e le sue modalità spaziali per codificare e manipolare informazione quantistica offre una strada particolarmente promettente per costruire sistemi paralleli. Anche altre ricerche recenti stanno lavorando sulla possibilità di rendere le architetture quantistiche più modulari e interconnesse, mostrando quanto il tema della scalabilità sia ormai diventato uno dei principali obiettivi della ricerca.

Il valore dell’esperimento cinese, non sta nella spettacolarità della parola “teletrasporto”, ma nella capacità di trasformare un fenomeno quantistico estremamente delicato in una procedura controllabile su cento canali distinti. È un passaggio dalla dimostrazione di principio alla ricerca di architetture capaci di crescere.

La strada verso un vero Internet quantistico resta lunga e piena di ostacoli: perdite ottiche, rumore, decoerenza, difficoltà nel mantenere l’entanglement e necessità di sistemi di controllo sempre più sofisticati rappresentano problemi tutt’altro che risolti, ma ogni volta che la scienza riesce a moltiplicare i canali, migliorare la fedeltà o rendere riconfigurabile un sistema, quella distanza si accorcia.

Quella piccola immagine composta da cento modalità ottiche, ricostruita attraverso un esperimento di laboratorio in Cina, racconta la possibilità di trattare l’informazione quantistica non più soltanto come una straordinaria curiosità della natura, ma come una risorsa tecnologica da organizzare, moltiplicare e mettere in rete. La fantascienza, almeno per ora, non è diventata realtà, ma la fisica continua a spostare, esperimento dopo esperimento, il confine di ciò che consideriamo possibile.



Sergio Angrisano

Direttore Editoriale - giornalista televisivo e scrittore