Cronaca estera

Blitz al festival Day x Night in Russia – Circa 100 fermati nel bosco al confine con la Finlandia

Le forze di sicurezza russe hanno circondato un festival punk nel distretto di Vyborg. Le autorità parlano di canzoni filoucraine, droga e simboli ucraini.

24 Agosto 2026

Esmeralda Mameli 

Il blitz al festival Day x Night, avvenuto nel distretto di Vyborg, a nord-ovest di San Pietroburgo e in prossimità della frontiera con la Finlandia, ha portato al fermo di circa cento persone tra partecipanti e organizzatori.

Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, nell’area boschiva si sarebbe riunito un gruppo definito “di orientamento radicale di sinistra” sotto la copertura di un evento musicale. Il motivo dell’intervento sarebbe stato legato a una serie di sospetti: esecuzione di canzoni considerate favorevoli all’Ucraina, presunti appelli al cambiamento del potere politico in Russia e consumo di sostanze stupefacenti. Durante l’operazione sarebbero state perquisite le tende, mentre gli agenti avrebbero controllato anche alcuni manifesti esposti vicino alla struttura utilizzata come palco improvvisato.

Decine di persone con il volto rivolto verso il terreno, mentre gli agenti, alcuni dei quali equipaggiati con caschi e protezioni, procedono ai controlli. Le forze di sicurezza avrebbero utilizzato anche unità cinofile per le perquisizioni e sequestrato alcuni quadricotteri.

Il festival è stato identificato come una manifestazione punk organizzata in forma riservata che avrebbe dovuto svolgersi dal 21 al 23 agosto in una località boschiva della regione di Leningrado, con la partecipazione di gruppi provenienti da San Pietroburgo e dalla Carelia.

Il festival era precedentemente conosciuto con il nome NОЖ, acronimo di “Nездоровый образ жизни”, traducibile come “stile di vita malsano” e sarebbe organizzato in questo formato dal 2023.

La scelta di mantenere segreta la località fino a poco prima dell’inizio dell’evento avrebbe dovuto garantire ai partecipanti una certa riservatezza, ma proprio questa caratteristica, unita alla vicinanza con la frontiera finlandese, avrebbe attirato l’attenzione delle autorità. Secondo le informazioni diffuse dalle forze dell’ordine, i partecipanti avrebbero utilizzato droni per effettuare riprese nell’area, dispositivi poi sequestrati nel corso del raid.

Le fonti delle forze di sicurezza non hanno reso pubblici i titoli delle presunte canzoni filoucraine, né i nomi degli artisti accusati di averle eseguite. Non sono stati forniti, nelle prime ricostruzioni, dettagli sulle quantità o sulla natura delle sostanze stupefacenti che sarebbero state trovate durante le perquisizioni.

Le fonti parlano di circa cento persone sottoposte a fermo, ma questo non significa necessariamente che tutte siano state arrestate o incriminate. Un musicista ha riferito che, dopo il controllo dei documenti, molti partecipanti sarebbero stati rilasciati e sarebbero tornati a casa.

Alcuni partecipanti hanno raccontato di essere stati colpiti durante il raid e hanno riferito dell’utilizzo di un taser contro almeno una persona.

Secondo RBC, al 23 agosto il Ministero dell’Interno di San Pietroburgo e della regione di Leningrado e il Comitato investigativo non avevano ancora comunicato ufficialmente l’esito definitivo dei controlli.

Il quadro che emerge è dunque, quello di un’operazione di sicurezza contro un evento musicale privato, in un momento nel quale in Russia le autorità esercitano un controllo particolarmente stretto sulle iniziative considerate politicamente sensibili.