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Uovo d’Inverno Fabergé – Il gioiello di Nicola II che ha conquistato il record mondiale

Cristallo di rocca, platino, diamanti e una storia legata alla famiglia Romanov: nel dicembre 2025 l’Uovo d’Inverno Fabergé è stato battuto da Christie’s per 22,9 milioni di sterline, stabilendo il nuovo record mondiale all’asta per un’opera della celebre maison.

26 Agosto 2026

Sharon Persico

L’Uovo d’Inverno di Fabergé è oggi sinonimo di un record destinato a entrare nella storia del mercato internazionale dell’arte. Il 2 dicembre 2025, nella sede londinese di Christie’s, il prezioso uovo imperiale realizzato nel 1913 dalla Casa Fabergé è stato venduto per 22.895.000 sterline, pari a 30.244.295 dollari e 26.008.720 euro, stabilendo il nuovo record mondiale d’asta per un’opera di Fabergé. Il risultato ha superato ogni precedente primato e ha trasformato un oggetto nato come dono pasquale nella protagonista assoluta di una delle aste più importanti dedicate all’arte russa.

Dietro quella cifra vertiginosa c’è una storia che attraversa la corte imperiale russa, la famiglia Romanov, la Rivoluzione del 1917 e il mercato internazionale del collezionismo.

L’Uovo d’Inverno di Fabergé fu commissionato dall’imperatore Nicola II per la madre, l’imperatrice vedova Maria Feodorovna, e le venne consegnato in occasione della Pasqua del 1913. La tradizione delle uova pasquali imperiali era stata inaugurata nel 1885 da Alessandro III, marito della stessa Maria Feodorovna e sarebbe diventata una delle espressioni più celebri del rapporto tra la dinastia Romanov e la Casa Fabergé.

L’opera è un autentico prodigio di oreficeria. Disegnata da Alma Theresia Pihl e realizzata a San Pietroburgo sotto la supervisione del maestro Albert Holmström, presenta una superficie in cristallo di rocca che sembra riprodurre il ghiaccio e la brina sulle finestre durante il rigido inverno russo. Il platino disegna delicati motivi di fiocchi di neve, mentre oltre 4.000 diamanti contribuiscono a creare l’effetto scintillante dell’insieme.

Ma il vero incanto si trova all’interno. Quando l’uovo si apre, rivela un piccolo cestino in platino tempestato di diamanti, nel quale sono raccolti delicati anemoni scolpiti nel quarzo bianco. Gli steli e gli elementi botanici sono realizzati in oro, mentre alcuni dettagli utilizzano granati demantoidi e nefriti. È una composizione nella quale la natura diventa gioiello e il gelo dell’inverno lascia simbolicamente spazio alla promessa della primavera.

La storia dell’Uovo d’Inverno di Fabergé, non si ferma alla corte imperiale. Maria Feodorovna ne rimase proprietaria per meno di quattro anni. Dopo l’abdicazione di Nicola II nel febbraio 1917, molti beni della famiglia imperiale furono trasferiti per essere messi al sicuro; successivamente alla Rivoluzione d’Ottobre, il patrimonio entrò nelle mani del nuovo potere sovietico. L’uovo comparve tra i tesori destinati alla vendita all’estero del regime sovietico, nel tentativo di ottenere valuta straniera.

Il destino dell’opera: nata per celebrare la Pasqua dell’ultima famiglia imperiale russa, attraversò il terremoto politico che avrebbe cancellato la monarchia e tornò infine, sul mercato internazionale. Nel corso della sua storia aveva già stabilito importanti record da Christie’s; nel dicembre 2025, però, il nuovo risultato londinese ha fissato un primato ancora più straordinario. Si tratta della terza volta nella storia della casa d’aste in cui un’opera Fabergé stabilisce il record mondiale per il settore.

In una manciata di centimetri di cristallo, diamanti, platino, oro e quarzo è racchiusa una parte drammatica della storia europea. L’Uovo d’Inverno di Fabergé è un gioiello dal valore multimilionario, ma è anche una testimonianza materiale della magnificenza degli ultimi Romanov, della genialità degli artigiani di Fabergé e della capacità dell’arte di sopravvivere ai crolli degli imperi. Da dono imperiale nel 1913 a record mondiale nel 2025. Dopo più di un secolo, l’Uovo d’Inverno continua a brillare come una piccola, straordinaria memoria della Russia degli zar.