Fabbrica Khortytsa distrutta a Zaporizhzhia: quattro impatti, incendio devastante e milioni di bottiglie perdute nell’attacco russo
La fabbrica Khortytsa distrutta a Zaporizhzhia rappresenta uno dei più gravi colpi inferti nelle ultime settimane all’industria privata ucraina: Global Spirits denuncia la perdita irreversibile dello stabilimento, mentre restano da verificare in modo indipendente alcune ricostruzioni diffuse dalla propaganda di guerra.
28 Agosto 2026
Esmeralda Mameli

La notte del 27 agosto, un attacco ha colpito lo stabilimento di Global Spirits, uno dei principali impianti ucraini per la produzione di vodka e bevande alcoliche, provocando un vasto incendio e danni che la stessa società ha definito estremamente gravi. Secondo le informazioni diffuse da Global Spirits e riprese dalla stampa ucraina, sul territorio dello stabilimento sono stati registrati quattro impatti. Le fiamme hanno continuato a propagarsi per diverse ore, coinvolgendo strutture produttive e aree destinate allo stoccaggio. Al termine dell’incendio, la società ha dichiarato che le conseguenze riportate dall’impianto sono tali da renderlo, nelle condizioni attuali, non più recuperabile.
Il bilancio economico dell’attacco appare altrettanto pesante. Global Spirits ha comunicato che tra tre e quattro milioni di bottiglie di prodotto finito sono andate distrutte oppure sono state rese inutilizzabili dall’azione delle fiamme e dalle temperature raggiunte durante l’incendio. Si trattava di merce già pronta per la distribuzione e secondo quanto riferito dall’azienda, già sottoposta al pagamento delle relative accise. Il valore medio indicato è di circa 100 grivne per bottiglia. Dietro il danno economico immediatamente quantificabile si apre una perdita molto più ingente, perché insieme ai prodotti finiti viene compromessa un’intera catena industriale e logistica: produzione, imbottigliamento, stoccaggio, trasporto ed esportazione. Un sistema costruito nel corso degli anni è stato improvvisamente spezzato dalle fiamme.
Lo stabilimento di Zaporizhzhia rappresentava infatti, uno dei pilastri produttivi di Global Spirits, il gruppo fondato dall’imprenditore ucraino Yevhen Chernyak. Secondo i dati diffusi dalla stessa società, il gruppo commercializza i propri prodotti in 87 Paesi e dispone di un portafoglio di marchi riconosciuti sui mercati internazionali. Tra questi figurano Khortytsa, Morosha e Pervak, insieme ad altri prodotti destinati sia al mercato ucraino sia all’esportazione. L’impianto di Zaporizhzhia occupava centinaia di lavoratori ed era dotato di linee produttive ad alta capacità. La sua distruzione rappresenta quindi, non soltanto una perdita materiale, ma anche un duro colpo per l’occupazione, per la filiera collegata allo stabilimento e per la continuità operativa di una realtà industriale che negli anni aveva costruito una significativa presenza oltre i confini dell’Ucraina.
La vicenda assume una particolare rilevanza politica e giudiziaria per la figura di Yevhen Chernyak. Il proprietario di Global Spirits è stato condannato in contumacia da un tribunale russo a 14 anni di reclusione nell’ambito di un procedimento nel quale le autorità russe lo accusano di avere finanziato le Forze armate ucraine e altre formazioni armate. Le fonti russe hanno indicato somme considerevoli, arrivando in alcune ricostruzioni a circa 1,3 miliardi di rubli.
Quello dello stabilimento di Zaporizhzhia non è, inoltre, il primo grave danno subito recentemente dal gruppo. Nel luglio scorso, un altro attacco aveva colpito il principale magazzino di prodotti finiti di Global Spirits nella regione di Kyiv. Secondo quanto comunicato dalla società, le perdite provocate da quell’episodio avevano superato i 100 milioni di grivne. La successione dei due attacchi restituisce il quadro di un settore industriale costretto a operare sotto una pressione permanente, in cui anche gli impianti produttivi, i depositi e le infrastrutture commerciali sono esposti alle conseguenze dirette della guerra.
La fabbrica Khortytsa distrutta diventa così l’ennesimo simbolo di un conflitto che da oltre quattro anni non si combatte soltanto nelle trincee o lungo le linee del fronte. La guerra investe le città, le infrastrutture, le imprese e le filiere produttive, colpendo anche quelle attività che rappresentano una parte importante della capacità economica del Paese. Le fiamme che hanno divorato milioni di bottiglie raccontano, attraverso la devastazione di uno stabilimento industriale, la vulnerabilità dell’economia ucraina e l’enorme prezzo materiale di un conflitto che continua a trasformare intere aree produttive in luoghi di distruzione.

