Politica

Oramai è “Tressette a perdere”

tressette
Dei due giochi, il tressette, il più famoso a Napoli è quello “a perdere” detto pure “Ass’e mazz”, per l’altro tressette, quello “col morto” temo bisognerà aspettare ancora un po’ (campa Pascale che l’erba cresce). Ebbene, sembra proprio che la classica partita che stanno giocando i due leader, (in realtà uno è già ex, l’altro lo segue) sia proprio un tressette a perdere, difatti, basti guardare le candidature delle più importanti città d’Italia per rendersene conto. A Roma un candidato del PD assolutamente inadeguato per autorevolezza e spessore politico, tal Giachetti, contrapposto a Sua Maestà Disastro, quel Bertolaso che fatta eccezione del fido Dudù, non se lo fila nessuno. A Napoli intanto è notte fonda in casa PD dopo lo scandalo (e mica tanto) delle primarie a 1 euro nei quartieri roccaforte dei rossi (Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Scampia, ecc), si profila una spaccatura con la Valente, figliol prodiga emancipata sostenuta dai renziani da una parte, e “Don Antonio Sempreverde” da Afragola dall’altra, tutto per la gioia di “Giggin’a manett” al secolo Luigi De Magistris sindaco uscente, ultima jattura (ma solo in ordine cronologico) per la città di Napoli.

Se Sparta piange, Roma non ride si diceva. Infatti anche a destra “nun se chiagne pe scuorn” (Non si piange per vergogna). Divisione dell’atomo dove i nobili di terra di Partenope Marcello Taglialatela con FDI e Enzo Rivellini hanno incontrato tutti in queste ultime ore ma non si riescono ad incontrare fra di loro pur essendoci stima, rispetto ed amicizia fin dai tempi di A.N. ed ancora prima. Superfluo aggiungere che la candidatura di Lettieri è stata fin da subito una candidatura perdente priva di radicamento sul territorio e per nulla avvezza alle metodiche in taluni contesti. Un terreno dove la sinistra è imbattibile. C’è davvero il rischio, come “temeva” la Taverna, che il M5S vinca ovunque ma finisca per ritrovarsi col “cerino in mano” con problematiche enormi da affrontare con le sole armi della novità e dell’onestà (se non altro per motivi anagrafici) dove non sarà sufficiente un semplice vaffanculo.

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