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Intervista a Tueff, autentico ‘Brigante Pe’ Ammore’

 

Brigante Pe’ Ammore”. Questo il titolo scelto per il nuovo singolo, nonché progetto, di Tueff, il rapper e beatmaker Napoletano che sta spopolando sul web e sui palcoscenici del nostro territorio.

Dietro il nome d’arte troviamo Federico Flugi, nato nel quartiere San Giovanni e Paolo, meglio conosciuto come “Sangiuvanniell”, anche per chi lo ricorda come il paese natale di Enrico Caruso.
Nel 2011 la pubblicazione dei suoi primi testi e la partecipazione in “RadioNuovaVomero” e “RadioSca” con il collega Dopeone, per poi approdare ad importanti eventi e manifestazioni, al fianco molti altri volti noti della musica e dello spettacolo partenopeo.
Da James Senese a Tony Esposito, da Valerio Jovine a Franco del Prete, Tueff entra nel panorama della nostra terra non solo a livello musicale ma anche come attivo cittadino, difensore delle sue radici e tradizioni, nonché vincitore del premio “Masaniello” nel 2015.
Nello stesso anno esce il suo primo disco da solista: “My Raplosophy”, con cui corona il sogno di una vita.

Brigante Pe’ Ammore” rappresenta, dunque, il nuovo progetto in campo per l’artista campano. Una vera e propria storia da scoprire e raccontare.
Una ‘verità a molti nascosta’, come lui stesso rivela ai nostri microfoni.

Tueff è un artista da scoprire ed apprezzare, perché i suoi testi raccontano una realtà troppo spesso sconosciuta, di una Terra maltrattata e di una società in frantumi, e lo fa in un modo originale, con un rap napoletano dietro cui vien celato l’animo, più che nobile, di Federico Flugi.

 

  • Prima di tutto, giusto per scioglierci un po’, domanda forse banale ma d’obbligo: perché proprio “TUEFF”?

    Domanda semplice per una risposta altrettanto semplice. “TUEFF” sta per “DUE EFFE”, che altro non sono che le iniziali del mio nome, Federico Flugi.

 

 

  • Quando c’è stato il tuo primo approccio alla cultura ‘hip hop’? Hai sognato di avvicinarti a questo genere musicale sin da bambino o è successo per caso?

    Il mio approccio alla cultura ‘hip hop’ viene da molto lontano. Posso dire che sin da piccolissimo sono stato come ‘fulminato’ da film come “Rappin” e “Wild Style”. Graffiti, break dance, dj, rap.. Tutto questo mi ha sempre affascinato e sognavo un giorno di renderli parte della mia vita.

  • Poi dal 2012 iniziano decine di collaborazioni. Da Franco Del Prete ad Enzo Gragnaniello, fino alla partecipazione ad importanti Festival partenopei al fianco di James Senese, Ciccio Merola ed altri.
    Hai un evento che porti nel cuore più di tutti gli altri e che ha rappresentato “l’inizio di un sogno”?

    Beh, quando ascolto questi nomi ho sempre un brivido di emozione. Franco Del Prete e James Senese sono praticamente le fondamenta del Neapolitan POWER; Enzo Gragnaniello è in assoluto il poeta Napoletano per eccellenza e Ciccio Merola un grandissimo virtuoso delle percussioni.
    Ogni evento a cui ho partecipato porta con le sue soddisfazioni ed ogni artista che ho incontrato ha la propria caratteristica ed importanza che sarebbe impossibile farne anche solo mentalmente una classifica. Sono fiero ed orgoglioso di aver conosciuto ognuno di loro a suo modo.

  • La Campania è colma di artisti di rilievo e di autori di spessore. Ce n’è qualcuno in particolare da cui hai tratto ispirazione per la tua carriera artistica?

    In realtà ciò che c’è di bello nel rap, forse più di ogni altro genere musicale, è il fatto che rappresenta una forma di espressione così personale da non poter derivare da alcuna ispirazione. Ogni artista che affronta il mio genere non somiglia a nessun altro, ed anche io voglio e preferisco essere Tueff, semplicemente, senza alcuna influenza o riferimento. Molti mi apprezzano, qualcuno forse meno, ma sono autentico, e racconto la mia storia.

  • “My Raplosophy” è stato il tuo primo disco da solista. Un vero e proprio traguardo e meta tanto desiderata.
    Finalista per le targhe “Tenco” nel 2015, scritto interamente in Napoletano, dunque un omaggio alla tua, alla nostra Terra. Quali sono i ricordi più vivi delle emozioni che hai provato alla sua uscita?
  • “My Raplosophy” mi ha dato enormi soddisfazioni, ma in realtà sono già proiettato verso i prossimi lavori. Il passato per me è come un mix di ricordi, di esperienze e di avventure che non fanno altro che migliorare il tuo operato e prepararti per lo step successivo. Di emozioni ce ne sono state ma soprattutto in prospettiva futura.
    C’è da dire che comunque “My Raplosophy” resta un ottimo lavoro, mi ha dato l’occasione di avere tante importanti collaborazioni, ed ancora oggi ringrazio chi ha creduto in me. Tanti sono stati gli amici che mi hanno sostenuto e dato la loro arte, dalla Sarnelli a Marco Zurzolo, da Valerio Iovine a Maurizio Capone..Sono davvero tanti e vorrei poter citarli tutti. Ad ognuno di loro va tutto il mio affetto ed i miei ringraziamenti, le mie soddisfazioni derivano anche per merito loro.
  • Ma Federico Flugi non è solo rapper e beatmaker, ma anche un cittadino attivo, un grande difensore delle proprie radici e tradizioni, premiato con importanti riconoscimenti. L’ultimo di essi risale proprio a qualche giorno fa, con la consegna della cittadinanza onoraria di Terzigno, merito dell’aiuto che hai fornito come volontario per spegnere i fuochi che, lo scorso anno, hanno devastato e distrutto la zona.
    Cosa porti dentro di quei giorni e di quei gesti?

    Guarda, in realtà tutti i miei gesti, positivi o negativi, partono da spinte interiori. Non c’è mai nulla di programmato. Spesso diventato essi stessi i testi per le mie canzoni.
    Di quei giorni ricordo non solo tutto il patrimonio devastato sotto i nostri occhi, ma anche e soprattutto la forza dei volontari che, insieme a me, cercavano di difendere la propria Terra con le poche forze che avevano. In primis, ricordo il Sindaco del comune di Terzigno, Francesco Ranieri, che è sempre stato al nostro fianco, spalla a spalla, senza mai risparmiarsi per cercare di risolvere la situazione spiacevole.

  • A proposito di ciò, piccolo sano gossip giornalistico: è vero che hai anche tatuato la targa dell’auto di Giancarlo Siani?

    Si, è vero! Proprio la targa della sua Mehari verde. Considero questo come un’altra delle mie ‘spinte interiori’ di cui prima ti parlavo a proposito della storia del Vesuvio.
    Faccio le cose di istinto, poi capita che dalle reazioni delle persone mi accorgo che magari quel gesto è più di quanto immaginassi e questo non può che rendermi fiero e felice.
    Per soddisfare ancor di più il gossip, ti dico che quella targa la tatuai per mia volontà qualche tempo fa. Durante una intervista, poi, uscì il nome di Giancarlo Siani e – forse merito del tatuaggio? – proprio grazie a quell’episodio conobbi il fratello di Giancarlo, Paolo Siani.
    Ti lascio immaginare, comunque, che a quel momento non sapevo neanche della sua esistenza, oggi, invece, che lo conosco, ne sono felicissimo. E’ davvero una gran bella persona.

  • Ed eccoci infine alla fatidica domanda.
    “Brigante Pe Ammore” è il tuo ultimo singolo e contiene in sé una storia tutta da raccontare, e noi non possiamo esimerci dal lasciarlo fare a te.
    Quale realtà si nasconde dietro questo brano?

Una verità che prima di me hanno raccontato musicalmente Mimmo Cavallo ed Eugenio Bennato, e con i propri libri anche Pino Aprile ed Antonio Ciano (presente, tra l’altro, anche nel videoclip del brano).

Brigante Pe’ Ammore dà il titolo ad un intero progetto tutto improntato sul Meridionalismo ed il Brigantaggio. In particolare, la storia in questione è quella dell’Unità d’Italia, che, contrariamente a quanto i libri di storia vogliono farci credere, è andata ben diversamente.
Come dicevo, ne hanno ben parlato, prima di me, gli autori che ho citato, ed a proposito vi invito a leggere “Terroni” di Pino Aprile, per esempio, oppure “I Savoia ed il massacro del Sud”. Sono due testi che riportano in modo molto chiaro quello che anche in questo brano ho cercato di tramandare, e che in sostanza ha come protagonista il Regno delle Due Sicilie.
Certo, nel 2018 appare quasi anacronistico parlare di Re e di Monarchia, ma credetemi, leggendo i libri sopracitati vi renderete voi stessi conto di quanto abbia pesato sulle nostre spalle quella vera e propria invasione che ci ha portato all’Unità d’Italia.
E’ una storia che va raccontata, ricordata, per guardare le cose da diversi punti di vista e portare a galla verità che troppo spesso vengono nascoste a nostro discapito.
Note tecniche, le musiche sono di Gianni Mantice, la regia del videoclip di Frank Castiglione e le riprese aeree di Josè Calienno ed il tutto è stato girato tra Terzigno e Gaeta (patria, tra l’altro, di Antonio Ciano).  A breve uscità il nuovo singolo “Autonomia”.

  • Prima di ascoltare il pezzo, però, noi ed i lettori di NNMagazine abbiamo un piccolo regalo da chiederti.
    Ti va di salutarci, col tuo dialetto ‘carnale’, con un verso inedito, tutto per noi?

    A tutti gli amici di Napoli News Magazine Panorami..
    Simm buon guagliun, ma quando ce vo’ a cacciamm’ a cazzimma!!
    Vi giuro, foneticamente “Magazine” e “Cazzimma” (si può dire su un giornale?) suonano che una bellezza, vorrei poter farvelo sentire..Ma visto che state leggendo, fidatevi di Tueff, il vostro Brigante Pe’ Ammore!

 

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