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IL VOTO DI SCAMBIO? NON SUCCEDE NULLA NEL NOME DELLA DEMOCRAZIA COME PER GLI ESPLOIT DETERMINANTI DEGLI SCONOSCIUTI AL TERRITORIO

Leggo stamani su IL MATTINO il commento relativo alla vicenda degli arresti a Sant’Antimo trovati in possesso di 321 tessere elettorali con fac simile dedicato ad un candidato, per una presunta azione di voto di scambio. Doveva essere un’analisi politica del voto all’indomani dei risultati, ma il fatto così grave ed eclatante ha fatto passare in secondo piano tutto il resto, tant’è che il commento si chiude con un imponente punto interrogativo: chi c’è dietro quei 321 certificati elettorali?

Premesso che ci troviamo di fronte ad un fatto gravissimo di cui la DDA dovrà accertarne fino in fondo, vorrei fare alcune considerazioni e chiudere anch’io con un imponente punto interrogativo. Mi pare che dopo il verificarsi del fatto, ci siano state dichiarazioni e azioni abbastanza chiare di rinuncia alla competizione da parte del candidato il cui nome era stato trovato sui fac simile oltre alla ferma condanna e presa di distanze da parte del candidato a sindaco di riferimento pronto a rinunciare a quei voti. Candidato che alla fine ha rinunciato alla competizione. Adesso il cronista si chiede …chi c’è dietro i 321 certificati elettorali, domanda legittima, ma credo che oltre a servire ben poco, sicuramente non troverà mai risposta nei fatti, nelle azioni susseguenti, nel nome della democrazia del voto, quella stessa democrazia per la quale non basta un fatto del genere per annullare la volontà popolare espressa democraticamente attraverso il voto che per fortuna nella grande maggioranza, è un voto ancora pulito. Io invece prenderei ad esempio un altro caso,  quello che è più vicino a noi, ovvero un eclatante e inaspettato esploit di voti di soggetti sconosciuti al territorio dove si vota i quali, con i loro voti, addirittura hanno determinato le vittorie dei sindaci per poi, qualcuno, dopo alcuni mesi decadere e andare perfino in prigione.  Ai piani alti delle istituzioni dicono che ci vuole ben altro per annullare le elezioni o sciogliere un Comune: occorre provare lo scambio….occorrono atti determinanti e concreti che legano amministratori con la criminalità… altrimenti si va avanti e tutto a danno degli onesti. Come per dire, signori quì o ci scappa la grande truffa sugli appalti con arresti o si continua come se nulla fosse. Restando ferma la nostra condanna dei vari metodi di accaparramento di voti in maniera illegale, crediamo addirittura che ci siano differenze sostanziali tra un caso come quello di Sant’Antimo, non consumato nei fatti, e quelli dove invece i voti ci sono e i numeri relativi ad esploit di sconosciuti parlano chiaro, numeri tali da essere determinanti. Così come il cronista de IL MATTINO, anche noi domandiamo: chi c’è dietro a questi esploit di sconosciuti che fanno vincere i sindaci, un pò come accade dalle nostre parti?